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Botulino, boom di utilizzo in campo estetico e terapeutico: "Utile per combattere acne e psoriasi"

28 Settembre 2016

A Firenze sono arrivate le ultime frontiere del botulino sia in campo estetico che terapeutico. Nel mondo 50 milioni di persone vengono trattate con questo farmaco, 7 milioni negli Stati Uniti.  In Italia, il Lazio è la regione che vende di più, seguito dalla Lombardia, regioni che si contendono ad anni alterni sempre le prime due posizioni. I trattamenti con il botulino per solo uso estetico sono cresciuti oltre il 15% rispetto al 2014. Trend che si conferma nel primo semestre 2016 rispetto ai primi 6 mesi del 2015.  Dati usciti dal confronto di oltre 250 esperti, chirurghi estetici, dermatologi, medici estetici provenienti dall’Italia e dall’estero, riuniti a Firenze per il 2° Congresso AITEB - Associazione Italiana Terapia Estetica Botulino - “La scienza incontra l’arte del bello”. Confermata nel corso dell’incontro anche l’efficacia del botulino nell’uso terapeutico delle malattie della pelle, in particolare acne e psoriasi che “attaccano” prevalentemente i giovani ed entrambe con effetti devastanti a livello psicologico.  “Il botulino ha avuto un’ascesa ripida, costante, da quando il farmaco esiste – afferma Massimo Signorini, presidente di AITEB -. Il nostro paese è rimasto indietro rispetto ai dati mondiali, ma oggi si stima che nel mondo ci sono 50 milioni di pazienti in trattamento con il botulino; questi 60% lo sono per motivi terapeutici, per curare varie patologie, il 40% per ragioni estetiche. Chi è in corso di trattamento conosce il farmaco e difficilmente non lo ripete, poiché non esiste un’altra modalità terapeutica e in campo estetico che abbia un successo così elevato. La cosa importante da sottolineare è che gli effetti collaterali sono noti, si sa come evitarli e soprattutto sono sempre completamente reversibili”.   “Per molti anni il botulino è sempre stato usato allo stesso modo con le stesse tecniche – afferma Giuseppe Sito, vicepresidente di AITEB. Oggi grazie all’intuizione del medico asiatico Woffles Wu possiamo parlare di micro botulino, ovvero di iniezioni nella cute e non nel muscolo. I dosaggi sono molto bassi   e anziché fare iniezioni nei punti focali, ad esempio sulla glabella, facciamo un “tappetino” di microiniezioni, indolori e ad un livello molto più superficiale fino a coprire le aree molto ampie dove prima non facevamo il botulino per il timore degli effetti collaterali, ad esempio la regione del collo, della mandibola e della guancia. Proprio per la bassa concentrazione, l’estrema diluizione, il micro botulino può rappresentare un metodo efficace e del tutto privo di effetti collaterali, effetti che in ogni caso non hanno mai causato danni seri e sono comunque totalmente irreversibili”. 
Il ruolo del botulino per curare le malattie  L’Acne. Il botulino si afferma sempre di più nella terapia dell’acne, malattia infiammatoria della pelle che colpisce l’80-90% degli adolescenti e tra gli adulti il 20% delle donne. “Come in passato nella cura dell’acne - spiega Guido Dalla Costa, dermatologo AITEB - Ci si è dovuti confrontare con i retinoidi, farmaci dermatologici, ora ci si confronta con il botulino. L’acne è una malattia difficile da gestire a livello estetico prima e dopo: sia quando compare che quando guarisce lasciando in molti casi, se non viene curata bene, cicatrici con effetti devastanti anche dal punto di vista psicologico. A questo proposito è fondamentale chiarire che il botulino cura la malattia e migliora le cicatrici. 
Il trattamento consiste in microiniezioni a livello intradermico (estremamente superficiale, di micro quantità di prodotto distanti 1 cm l’una dall’altra. Il botulino riduce la secrezione sebacea (grasso della pelle) l’infiammazione e il tappo corneo che chiude la ghiandola sebacea. L’effetto è visibile dopo un una quindicina di giorni. Risultato: la pelle non è più grassa, si riduce la porosità, i foruncoli, le pustole i noduli e le cisti componenti dell’acne. È sufficiente una seduta ripetibile ogni 4 mesi e il miglioramento della patologia può toccare anche l’80 %, a seconda della gravità con effetti collaterali pari a zero. Un dato molto significativo.  Psoriasi.  Da 1,5 a 3 milioni di italiani soffrono di psoriasi. Studi italiani e americani su topi e successivamente sulle persone, indicano il botulino come un’efficace terapia per curare questa malattia dermatologica infiammatoria che colpisce prevalentemente la pelle ma anche in percentuali basse le articolazioni. “La psoriasi - spiega Maurizio Benci dermatologo AITEB – si presenta sulla pelle con chiazze ispessite, rotondeggianti, arrossate e squamose, localizzate soprattutto nei gomiti, mani, ginocchia e piedi, le zone più difficili da trattare. Colpisce maggiormente i maschi, giovani tra i 20 - 30 anni e tra i 50 – 60. È una malattia vissuta malissimo dai pazienti anche per poche lesioni, perchè è visibile, inibisce le relazioni suscitando alla gente l’idea che la persona che ne soffre sia contagiosa. Per questo si sentono isolati con poche possibilità di avere dei contatti fisici. Nel 20-30% dei casi può associarsi l’Artrite Psoriasica”.
Gli studi. Numerosi studi hanno evidenziato una efficacia della tossina botulinica sulla psoriasi, uno dei primi è stato condotto in Italia dal gruppo di Venezia, dello scomparso professore Maurizio Sedona a cui hanno seguito dei lavori di New York di Gilbert e Ward in cui è stata provata l’efficacia su modelli sperimentali sui topi e su singole chiazze di psoriasi su persone affette, in cui una singola iniezione è risultata capace di guarire una chiazza di psoriasi. È chiaro che quando la malattia si estende sul 70-80% del corpo è necessario ricorrere ad altri trattamenti. leggo.it